Dr Umberto Valentinotti

Chirurgia e traumatologia della mano e dell'arto superiore

Tendinite di De Quervain

Si tratta di una tenosinovite infiammatoria del tendine abduttore lungo ed estensore breve del pollice, , conosciuta anche come malattia delle lavandaie, ed è stata descritta per la prima volta dal chirurgo svizzero Frédéric De Quervain nel 1895 circa, da cui prende il nome.
Si tratta di una patologia che colpisce frequentemente il sesso femminile verso i 40 anni, spesso colpisce la donna con bambini piccoli, (malattia della neo mamma o della nonna, dovuta al tipico movimento di aprire la mano e mantenere in braccio il bimbo), o altre figure professionali quali le segretarie, le sarte o gli imbianchini.
La tenosinovite è dovuta ad un conflitto fra la puleggia della stiloide radiale e i tendini che passano all'interno del tunnel fibroso (così come nel
dito a scatto), questi tendini (estensore breve del pollice e abduttore lungo) hanno la funzione di aprire ed estendere il pollice sul lato esterno della mano. Oltre al conflitto dovuto all'ispessimento della puleggia e dei tendini, un altro fattore predisponente è la presenza di un tunnel fibroso duplicato anomalo, con la presenza di più tendini.
Sintomatologia e diagnosi


Si ha generalmente un dolore al bordo esterno del polso irradiato alla base del pollice oppure all'avambraccio, comincia come un dolore sordo ed è ingravescente con l'utilizzo della mano durante la giornata; può essere un dolore anche molto invalidante, si presenta nell'atto di aprire la mano ed inclinarla verso il corpo come nella figura 1. Frequentemente esiste un rigonfiamento locale ed una sensazione di crepitio dovuto al liquido sinoviale infiammatorio presente
La mobilizzazione contraria del pollice in opposizione verso l'interno del 4 e 5 dito mette in trazione i tendini, creando il dolore, caratteristica di questa patologia (manovra di Finkelstein).
La diagnosi pertanto è prettamente clinica, e deve differenziare tale patologia con altre patologie locali di tipo tenosinovitico (sindrome dell'intersezione), di tipo nevralgico (sindrome di Wartenberg o neurite del ramo sensitivo del radiale) o infine di tipo artrosico locale come la rizoartrosi. Patologie che si possono associare sono altre tenosinoviti,
dita a scatto, sindrome del tunnel carpale, cisti sinoviali articolari, esiti di fratture...
Una radiografia del polso è sempre utile, mentre l'ecografia in questi casi è un esame che può confermare la diagnosi clinica, ma spesso è superflua.
Evoluzione e trattamento
Esiste spesso una evoluzione spontanea, ma in un certo numero di casi diventa cronica, con dolore permanente che impedisce l'attività professionale.
Il trattamento, che prevede tre step, è inizialmente medico e fisioterapico, con un buon tasso di guarigione nel 70-80% dei casi, consiste:

  • riposo con tutore inizialmente per alcune settimane diurno e notturno poi solamente notturno per alcuni mesi

  • antiinfiammatori locali e orali

Il secondo step prevede una infiltrazione locale di cortisone, come nel dito a scatto, da ripetere una volta eventualmente dopo 15 gg
Il terzo step, è quello chirurgico, e come nel dito a scatto si deve andare a liberare la puleggia interessata. Si tratta di un intervento in regime ambulatoriale che si effettua in sala operatoria, in anestesia locale, con una incisione di 2 cm circa. Durante l'intervento è fondamentale identificare e proteggere le branche del nervo sensitivo radiale cutaneo del dorso del pollice, inoltre aprire completamente la puleggia o i doppi canali presenti, asportando eventualmente il tessuto sinoviale in eccesso. Il post operatorio prevede un bendaggio ed un tutore per 3 settimane per mantenere ulteriormente a riposo il pollice. La ripresa lavorativa sarà graduale, con una sintomatologia in miglioramento stabile a circa 3 mesi.
Complicanze dell'intervento
I rischi dell'intervento sono dovuti proprio all'anatomia particolare della zona, non sono frequenti, ma quando accadono comportano spesso un prolungamento dell'inabilità del paziente
  • cicatrice dolorosa locale

  • insufficiente liberazione dei tendini oppure sublussazione degli stessi

  • lesione del nervo sensitivo con neuroma doloroso, in particolare questa complicanza è quella maggiormente temibile, in quanto quando accade, comporta spesso una invalidità importante che portano il paziente a successivi interventi di recupero palliativo