Dr Umberto Valentinotti

Chirurgia e traumatologia della mano e dell'arto superiore

Rizoartrosi

Si tratta della artrosi della base del pollice e più precisamente della articolazione trapezio-metacarpale. Si tratta di una patologia che interessa principalmente le donne intorno ai cinquant'anni ed è evolutiva. In genere è idiopatica (senza causa ma di tipo degenerativo ereditario), a volte può essere la conseguenza di un trauma, di una infezione (raro) o di unn processo di tipo reumatologico dell'articolazione stessa.
Sintomatologia e diagnosi
In genere si manifesta con dolore alla base del pollice ai movimenti di prensione degli oggetti fini, in particolare le chiavi o una penna, la prensione degli oggetti voluminosi è consentita. Con l'evoluzione della malattia si ha una deformazione progressiva dell'articolazione stessa, con un rigonfiamento all'esterno (sub-lussazione) della base ed una deviazione interna del pollice verso il palmo. Nelle fasi iniziali con processo infiammatorio importante in atto, la sintomatologia dolorosa è molto accentuata, mentre va in calando con l'accentuarsi della deformità e con la cronicità, ma in compenso si crea una anchilosi, blocco articolare della base del pollice, con impedimento ai movimenti stessi.
La diagnosi pertanto si effettua dopo una valutazione clinico anamnestica ed una valutazione radiologica con rx della mano e con proiezioni mirate della base del pollice.
Trattamento
il trattamento dell'artrosi, prevede alcuni passaggi a seconda dello stadio della malattia stessa
Terapia medica e fisioterapica
Nelle fasi iniziali è importante effettuare un trattamento medico e fisioterapico:
riposo relativo articolare con l'utilizzo di
ortesi o tutori idonei, che mantengono il pollice in posizione corretta in opposizione impedendo la sublussazione dello stesso, sono tutori che facilmente si trovano in commercio già pronti all'uso, ma spesso devono essere modellati e "plasmati" sulla mano del paziente. In alternativa si possono effettuare dei tutori direttamente, modellando un materiale termoplastico idoneo per la mano del paziente. Alcuni centri di fisioterapia specializzati in chirurgia della mano modellano direttamente del materiale termoplastico adattandolo alla mano del paziente, questo è importante in quanto vi sono diversità costituzionali fra una persona e l'altra. Il vantaggio che portano questi tutori è evidente, in particolare mette a riposo il pollice evitando gli stress articolari che conducono all'infiammazione.

Le terapie fisiche che apportano calore, sono dei mezzi complementari che aiutano ad attenuare la sintomatologia cronica: in particolare le sabbiature calde, la paraffinoterapia e radar terapia hanno questa funzione.
Gli antiinfiammatori sono utili per periodi brevi, mentre alcuni autori sottolineano l'importanza di farmaci condroprotettori anche ad uso topico intraarticolare.
Terapia chirurgica
Il trattamento chirurgico è da effettuare quando la sintomatologia dolorosa non è più controllabile dal punto di vista medico, e quando vi è una evoluzione importante in anchilosi della malattia.
Sono stati proposti vari tipi di intervento, ogni tecnica chirurgica ha le sue indicazioni con vantaggi e svantaggi:
Osteotomia correttiva decentrante della base del metacarpo del pollice (tecnica di Wilson) viene effettuata, in particolare a scopo preventivo, nei primissimi stadi della malattia. Così come le osteotomie del ginocchio, non vi deve essere una degenerazione artrosica già evidente. E' una tecnica, attualmente in parziale disuso, in quanto si deve creare chirurgicamente una frattura nel raggio del pollice, asportare un cuneo ed effettuare una stabilizzazione con placca; deve essere molto accurata e precisa e le sue indicazioni sono molto ristrette.
Protesizzazione o artroplastica sostitutiva della base del pollice: si tratta di un interevento che al pari della protesi di anca, va a sostituire direttamente l'articolazione con una protesi metallica. Tale intervento ha avuto negli anni vari sostenitori, le complicanze di questo intervento sono simili a quelle di altre protesizzazioni, scollamento protesico con mobilizzazione della protesi, infezione periprotesica, lussazione protesica....
Trapeziectomia più tenoplastica di sospensione o asportazione del trapezio: si tratta di un intervento atto a rimuovere completamente o parzialemente il trapezio. Per stabilizzare in seguito il trapezio si effettua una teno-artroplastica di sospensione, ossia si utilizza una bratta tendinea locale per stabilizzare il pollice. Vi sono varie tecniche descritte ed utilizzate. La tecnica che utilizzo è la tecnica di Welby modificata Ceruso. Attualmente è la tecnica maggiormente utilizzata, in particolare nel sesso femminile raggiunge lo scopo di dare una buona mobilità eliminando il dolore.
Artrodesi: si tratta di un intervento di "blocco" dell'articolazione trapezio metacarpale, l'articolazione viene bloccata da un mezzo di sintesi in attesa di una fusione ossea completa. Questa tecnica da una buona stabilità con una forza di presa buona, è indicata nella patologia artrosica post traumatica e nel sesso maschile.
Nell'intervento, il rischio principale è quello di una sofferenza del nervo sentivo dorsale del pollice, (può persistere una zona di sensibilità ridotta o alterata del dorso del pollice), nell'artrodesi bisogna attendere la fusione ossea completa e come nelle fratture vi è un rischio basso di mancata consolidazione.
Dopo l'intervento di artroplastica di sospensione o di artrodesi, le tecniche attualmente maggiormente utilizzate, si applica un tutore o stecca gessata che verrà mantenuta per circa 3-4 settimane. Il dolore post operatorio diminuisce nell'arco di 2 settimane circa, e dopo 3-4 settimane circa si possono iniziare le proprie attività quotidiane.