Dr Umberto Valentinotti

Chirurgia e traumatologia della mano e dell'arto superiore

La Sindrome del Tunnel Carpale
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La Sindrome del Tunnel Carpale è probabilmente la patologia di più frequente riscontro negli ambulatori di Chirurgia della Mano e colpisce frequentemente le donne nel periodo menopausale o durante la gravidanza
Anatomia e cause

Si tratta di una condizione causata dalla compressione del nervo mediano all’interno del canale carpale del polso. Il canale carpale è una struttura osteofibrosa struttura osteofibrosa in cui decorrono anche nove tendini flessori (fig).





Si tratta di una struttura semirigida, in caso di aumento della pressione interna per aumento del liquido sinoviale, per edema o per altre cause, la prima struttura che soffre è il nervo mediano. Il nervo è una struttura gelatinosa longitudinale contenente fibre che conducono stimoli nervosi sensitivi e motori. Il nervo è sensibile a traumi di compressione e stiramento e reagisce con una sensazione di parestesie e di anestesia (formicolio ed assenza di sensibilità per blocco della conduzione).



Il nervo mediano fornisce classicamente l’innervazione sensitiva alle prime 3-4 dita della mano (pollice, indice, medio ed alla metà radiale dell’anulare) e l’innervazione motoria al muscolo opponenti del pollice situati nella regionare tenare della mano (tallone della mano). Il decorso e l'anatomia del nervo mediano all’interno del canale del carpo non sono sempre uguali in tutti i pazienti, poiché sono descritte alcune varianti.
Colpisce principalmente le donne intorno ai 50 anni di età, nel periodo menopausale o in gravidanza, ma si può riscontrare anche nell'uomo giovane.
Il fattore scatenante la Sindrome del Tunnel Carpale è un aumento di pressione all’interno del canale stesso; ciò può essere causato da varie patologie, fra cui le più frequenti sono il diabete, l’ipotiroidismo, l’artrite reumatoide, le malattie sistemiche, le patologie ormonali, la gravidanza, i traumi o ancora il tipo di attività lavorativa.
Fra le cause rare si annoverano anomalie anatomiche, connettivopatie, endocrinopatie, malattie infettive, tumori. Spesso, però, non è possibile attribuire alcuna causa specifica ed in questo caso la Sindrome del Tunnel Carpale viene definita idiopatica.

Segni, sintomi e diagnosi
Il primo sintomo che il paziente avverte è il formicolio, una sensazione che si avverte di notte al mattino durante il risveglio. il paziente in genere si sveglia e ha la sensazione che muovendo e scuotendo la mano "riprenda la circolazione". Non si tratta di circolazione vascolare ma di compressione del nervo a livello del polso.


In ambulatorio di Chirugia della Mano si effettuano alcuni test clinici, (Tinel e Phanel test), che servono ad evidenziare il problema. E' fondamentale effettuare una diagnosi complementare di altre patologie associate che possono essere presenti ed aggravare il problema (dita a scatto, tenosinoviti reumatiche…), e di neuropatie compressive alte (cervicobrachialgie, sindrome del tunnel ulnare, sindrome compressiva del nervo mediano all'avambraccio…) oppure di patologie più gravi a carico del tratto mielico cervicale.
La sindrome del tunnel carpale può presentarsi anche in fase acuta o subacuta in seguito ad una
frattura del polso (radio distale).
La diagnostica complementare prevede l'esecuzione di una elettromiografia (EMG), atta a confermare la problematica e verificarne il grado di compressione. L'elettromiografia, se effettuata in maniera corretta e da un medico esperto, è in grado generalmente di confermare l'ipotesi diagnostica iniziale ambulatoriale.
Nel caso di dubbio diagnostico, dove la sintomatologia e la diagnosi clinica iniziale ed elettromiografica non avessero una concordanza, è utile e corretto effettuare altre indagini per escludere patologie di rilievo di provenienza cervicale
Trattamento del tunnel carpale
Trattamento medico fisioterapico
Negli stadi iniziali, con sintomatologia saltuaria ed emg dubbia, è indicato un supporto farmacologico con complessi di vit B ed acido Tioctico, riposo ed utilizzo di un tutore a polsiera per evitare stress eccessivi in stiramento della zona vlare del polso.
Trattamento chirurgico
Sono previsti 3 tipi di intervento, tutti con l'obiettivo di decomprimere il nervo mediano e di "dare spazio ed aria" al nervo stesso (neurolisi esterna).


Una incisione ampia di circa 7-8 cm, è la classica incisione utilizzata fino ad alcune decine di anni fa. Oggi una incisione così ampia non è più necessaria, la si può utilizzare ancora nei casi di importanti tenosinoviti reumatiche, dove si deve asportare completamente il tessuto patologico sinoviale, ed in alcuni casi post traumatici, ove si devono asssociare altri gesti chirurgici complementari.
Miniincisione, una incisione di circa 1.5 cm-3 cm. si deve effettuare alla radice del palmo della mano regione intertenare), per valutare bene le diramazioni del nervo mediano ed evitare lesioni dello stesso.
Endoscopia. con una o due piccole incisione di 1-1.5 cm alla prima plicatura del polso.
L'anestesia è locale, se si effettua solamente la decompressione esterna del nervo, se si associano altre procedure più lunghe come nella malattia reumatica, allora è da prendere in considerazione la anestesia plessica loco regionale (puntura sotto la ascella).
L'intervento in regime ambulatoriale, viene effettuato in sala operatoria, con assistenza anestesiologica. Un bendaggio per alcuni giorni e la rimozione dei punti a circa 15 gg, permettono alla mano di essere rieducata fin da subito. Già dal giorno successivo è possibile effettuare qualche piccola attività con la mano ma si devono evitare sforzi o movimenti bruschi o ripetuti.
La cicatrice chirurgica, può essere dolente in alcuni soggetti, per alcuni mesi, in questo caso dei massaggi locali con pomate antiinfiammatorie ed anticiatriziali risolvono il problema. Lavori pesanti devono essere evitati nel primo mese, può essere presente una diminuizione della forza di presa, dovuta all'inevitabile "ricollocazione" dei tendini flessori all'interno del canale e alla perdita della
puleggia naturale del canale del carpo.